L’ANIMA DELLA MIA TERRA

La musica di sottofondo che stai ascoltando si ferma/riavvia cliccando sul tasto play/stop che si trova nel box ” Flash Mp3 Player” in alto alla colonna di sinistra. Franco

” quando giù nel Tavoliere tutto arde la calura, su a Panni, nell’altopiano Pan, si gode la frescura “

IN OMAGGIO AI NOSTRI DUE POETI PANNESI SI RIPROPONGONO LE DUE POESIE VINCITRICI E LE MIE MOTIVAZIONI QUALE PRESIDENTE DEL CONCORSO INDETTO L’ANNO SCORSO DAL FORUM DEL DOTTOR GEGÈ. CLICCA SU QUESTO L’INDIRIZZO: FORUM

BY FRANCO: LA MIA RECENSIONE
*
” Andiamo a mietere… ” di: Elvira al 1° posto
” Chiama il paese… ” di:
z\’ Carm\’nucc r capabbasc al 2° posto
**
A mio giudizio centrano in pieno l’argomento:
“L’anima della mia terra”
Infatti una poesia discorsiva che ricorda
la colloquialità dei due nostri poeti
e della reazione all’ermatismo ma
anche alla musicalità.
Sicuramente gli autori chiamano
in gioco il vento, le spighe. Il bosco,
avventure nascoste di vecchie
gioventù fra le case con tutti i suoi
vicoli e cantoni, dietro alle cascine.
E con questo anche i profumi familiari,
la trottola dei sogni,
vedendo il fumo svanire nel cielo
chiama anche l’odore del
pane e poi i ricordi. Se la malinconia
è la costante della vita,
Ci sono fatti, sentimenti, affetti che ci
legano ad essa e che
ci fanno sentire come nonostante
tutto essa sia bella.
Bella ma fugace e tale che insieme
le chimere, le gioie e
le sconfitte ci fanno rimpiangere
il fatto che essa scivoli via
dalle nostre mani come seta.
Ed ecco un ritorno al passato:
andiamo a mietere, solo virtuale
perchè la vita continua ed
i ricordi resteranno per sempre
soltanto nei loro cuori.
E’ tutto una specie di inno
all’amore campestre, una
contrapposizione alla società
dei consumi che esprime una
voglia di evasione.
. Nella loro musicalità le poesie
ricordano una ballata contadina;
viene in mente la canzone
“Andiamo a mietere il grano”
dove si raccoglieva l’amore
compreso quello per la propria terra.
Concludo quindi
il mio giudizio con la metafora
insita nella canzone stessa credendo di
interpretare lo spirito dei nostri due poeti.
Infatti la canzone così recita:
*
Andiamo a mietere il grano…
raccoglieremo l’amore…E sentiremo
il calore dei raggi del sole su di noi..
E tra le spighe dorate avrai
la mia estate ed il mio amore.
Quando la trebbia finita sarà e
scenderà l’imbrunir,
nel casolare potremo tornar
fino al ritorno del dì…
Andiamo a mietere il grano….
mentre i covoni di paglia
profuma l’aria intorno a noi
ci scambieremo con gli occhi
i segreti nascosti in fondo al cuor.
Sotto un ciliegio
baciato dal sol l’ombra potremo
trovar e sotto un cielo di mille color
cominceremo a sognar… Andiamo a
raccogliere il grano, raccoglieremo l’amore.
(By Franco)

ECCOVI LE DUE POESIE

Elvira
*
” Andiamo a mietere… “
*
Corro dietro al futuro
cantando una canzone
ma a Sant’Elia mi fermo
a riposare
Bevo con un cavallo
ormai spelato e invecchiato
e ci parliamo da amici
come la prima volta con l’amore.
Fuma un camino
sopra un tetto cadente
ma sono vestiti a festa terra e grano.
Corro dietro al futuro
rasente al muro
sola parete di roccia
appoggio della vita e del destino.
E cammino cammino
costeggio il cimitero e non mi fermo
non preparo un ritorno
solo una corsa fuori dalla vita.
Questa solita vita.
Poi mi chiama una voce
e non so bene chi sia
so però che se mi giro è finita.
La tengo dentro quella voce
E’ il paese che grida
di non lasciarlo ancora
con la sua ultima storia
di amara solitudine
di vuoti e assenze
assenze di sogni e di presenze
e torno indietro
e torno piano piano…
Andiamo ancora a mietere il grano!
*****
z\’ Carm\’nucc r capabbasc
*

” Chiama il paese…”
*
Non so andare lontano
Mi chiama il bosco
Anche quando l’ancora
si arena in altro posto
Quando viaggio di notte
tra brividi e ricordi
di vecchie gioventù
tra le campagne nostre
tra fascine gialle sole
e avventure nascoste.
Mi chiamano le case
trattengono il respiro
quando passo ogni vetro
è sguardo del destino
e mi fermo a capo chino
per farmi perdonare
in questa stanca vecchiaia
la mia voglia d’andare.
Che mi richiama alla fine
ma non in posti sconosciuti
dentro le pietre stesse
che mi hanno visto bambino
e che mi hanno cresciuto.
Paese mio dell’anima
fonte che sgorga viva
dentro questo vecchio cuore
mai alla deriva

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