Visitare Panni: la perla dei Monti Dauni Meridionali conoscendo il borgo attraverso il programma virtuale “Agosto Pannese 2019”

Panni è un palcoscenico, un microcosmo, una metafora del mondo. La sua terra è un valore aggiunto, il centro del mondo. Come diceva Tolstoj: il tuo villaggio è il centro del mondo, racconta il tuo villaggio e racconterai del mondo.
Giungere a Panni, sui Monti Dauni Meridionali, per la prima volta significa restare meravigliati e sorpresi da paesaggi, colori, tradizioni che non ci si aspetta di trovare in Puglia. Significa essere accolti da visi e sorrisi schietti, da un senso di accoglienza ed ospitalità molto speciale, che solo una terra storicamente abituata al passaggio di genti e di culture differenti, al cammino dei pellegrini, al transito dei pastori e della transumanza, può regalare. Significa fare un tuffo in un’oasi di serenità e pace, coccolati dai suoni e dai silenzi di una natura incontaminata. Significa compiere un viaggio attraverso millenni di storia.
Tornare a Panni, d’altro canto, vi darà la sensazione di ritrovare un vecchio amico, perché avrete fatto vostri quei vicoletti, quegli scorci, quei panorami, quelle tradizioni popolari ed avrete voglia di riviverli. Come se su questi monti, tra queste vallate, foste cresciuti; come se leggende e storie locali vi fossero state raccontate quando eravate bambini dai vostri nonni.
Questa è una terra accogliente, un luogo che ammalia ed abbraccia chiunque abbia la fortuna di venirci e chiunque abbia pazienza e curiosità, perché molti dei tesori presenti vanno attesi e scoperti con l’aiuto degli abitanti che, statene certi, saranno felici di accompagnarvi e guidarvi in questa esperienza.
Panni è al centro di dolci rilievi e i borghi su di essi adagiati, come tanti incantevoli presepi, si aprono alla vista di chi ad essi si avvicina con parapendii e droni, svelando lentamente e quasi con pudore le proprie bellezze. Questi luoghi vi aspettano per lasciarsi vivere nei diversi periodi dell’anno, in modo che possiate godere appieno delle differenze che l’incedere lento delle stagioni qui meravigliosamente ancora offre.
A piedi tra storia e natura Le piccole strade del centro storico rappresentano l’elemento peculiare del paese: esplorare gli stretti vicoli di Panni, magari con piccole action cam, significa seguire tanti mini-percorsi che conducono alle principali chiese o a scoprire i tanti bei portali scolpiti. Raggiungete il Belvedere “Toppolo” ai piedi dell’antica torre, per godere di uno splendido panorama. Uscendo dal paese si possono coniugare natura e scoperta facendo passeggiate a piedi, a cavallo oppure in bici, alla ricerca dei ruderi degli antichi mulini ad acqua o verso il querceto che circonda la Chiesa della Madonna del Bosco.
Panni è una terra di forti emozioni, ma molte ne riserva il cielo. La sommità del borgo è stata da anni eletta dagli appassionati di parapendio punto di lancio privilegiato per godere della vista della Valle del Cervaro, del Monte Crispignano e dell’Altopiano di Monteleone e Montaguto.
Panni deve il suo nome a Pan, dio delle montagne e dei boschi, raffigurato anche nello stemma municipale. Le origini del nucleo urbano sono molto antiche, potrebbero risalire ad un periodo compreso tra il VII e V secolo a.C., anche se il borgo viene citato per la prima volta in documenti del 1400. Di epoca romana sono infatti i ritrovamenti archeologici dell’area Serra di Panni, poco distante dal paese.
Panni (FG) la perla dei Monti Dauni Meridionali “Stare in luoghi come questo significa ritrovare i valori rurali dell’Agriturismo evidenziando la grande passione degli agricoltori che hanno soffiato l’anima ai luoghi”. Visitando Panni, si rimane letteralmente stregato dalla bellezza dei paesaggi. “Il mondo agricolo mette in campo le migliori risorse umane nei territori rurali un po’ dimenticati, in questa bella cartolina. L’attività agrituristica non è solo economica, qui sono stati messi la passione, l’amore per la terra, l’identità culturale, la storia, le tradizioni, i saperi. L’agriturismo ha questa grande carica, è una stazione di servizi rurali, a partire da quelli antichi che erano la ricezione e l’ospitalità dove l’agricoltura diventa custode del patrimonio archeologico e artistico.
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