28 dicembre: Festa della Sacra Famiglia & della “Famiglia Panni”

E’ utile ed opportuno far disputare a tutto il popolo Pannese il 3° tempo così come avviene nel Rugby .Considerando i pochi abitanti residenti a Panni se ne deduce che ogni famiglia ha la sua Pro Loco e per analogia ogni famiglia vorrà avere il proprio sindaco, ogni famiglia vorrà avere la sua parrocchia ed il suo parroco, ogni famiglia il suo giornale e così ogni famiglia vorrà avere tutte le altre cose….come gli altri, l’amicizia e la famiglia Panni unite dove le mettiamo ?
Meditate…..meditate… e consideriamo anche ” La Famiglia Panni” in tutte le sue sfaccettature disputando l’atteso 3° tempo come al Rugby…..che farà bene a tutti…

Intanto la Famiglia Panni bisogna amarla tutti insieme. Che non è solo dichiararlo e sentirsi candidi e puri. Sembra che un ritorno ai sentimenti ogni tanto non guasta, non solo perchè è di moda, come dicono alcuni, ma perchè ci vuole. Bisogna servire il paese, non servirsene. E mai come in questo momento questo richiamo è opportuno. Quanti si vogliono avvicinare alla politica lo fanno più per interessi personali, ma fino ad oggi dov’erano ? cosa hanno fatto per il paese ? Si è arrivati ad un momento in cui, invece, bisogna mettere in campo tutto il bene che si vuole ad un paese di cui si è anche inquilini.
Tutti dicono che vogliono bene a Panni, ma, concretamente, come bisogna manifestarlo questo bene, se realmente c’è? Invocando e promuovendo un passo indietro della politica politicante.
I Pannesi hanno bisogno e diritto di autodeterminarsi e non a vedere cosa fa il nemico, ma chi è il nemico? Forse tutti noi ? La politica non si fa sui nemici ma sulle cose concrete: prospetti, autobus, treni, strade, scuole, ospedale, cultura, turismo, sociale e comunità varie. Di tutte le cose si deve avere la consapevolezza che ci si deve mettere tutti insieme, che non è un modo qualunquistico, è un invito alla grande coalizione.
Il paese ha bisogno di primarie che non siano nè di partito nè di coalizione, che siano aperte a tutta la cittadinanza vivente e residente a Panni, senza distinzioni di schieramenti. Le persone che si sono fin qui rivelate sono tutte meritevoli ma ognuno di quelli che si propongono farebbero bene a proporsi a nome del paese, non di un partito o di uno schieramento o di un movimento. Saranno i cittadini a giudicare, basta che tutto si svolga in maniera trasparente, non pilotata, cosicchè i Pannesi si scelgano il loro rappresentante, e non se lo facciano scegliere da altri, a Panni ci sono tante eccellenze non espresse da cui attingere, tanti giovani che vivono a Panni e che conoscono tutto ciò che il paese ha bisogno, saranno loro tutti insieme a scegliersi il loro rappresentante, il rappresentante di tutti loro.

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Vicino al fuoco
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Un giorno un tale si avvicinò a Gesù e gli disse: “Maestro, tutti noi sappiamo che tu vieni da Dio e insegni la via della verità. Ma devo proprio dirti che i tuoi seguaci, quelli che chiami i tuoi apostoli o la tua comunità, non mi piacciono per niente.
Ho notato che non si distinguono molto dagli altri uomini. Ultimamente ho fatto una solenne litigata con uno di essi. E poi, lo sanno tutti che i tuoi discepoli non vanno sempre d’amore e d’accordo.
Ne conosco uno che fa certi traffici poco puliti… Voglio perciò farti una domanda molto franca: è possibile essere dei tuoi senza avere niente a che fare con i tuoi cosiddetti apostoli?
Io vorrei seguirti ed essere cristiano (se mi passi la parola), ma senza la comunità, senza la Chiesa, senza tutti questi apostoli!”.
Gesù lo guardò con dolcezza e attenzione.
“Ascolta”, gli disse “ti racconterò una storia: C’erano una volta alcuni uomini che si erano seduti a chiacchierare insieme. Quando la notte li coprì con il suo nero manto, fecero una bella catasta di legna
e accesero il fuoco.
Se ne stavano seduti ben stretti, mentre il fuoco li scaldava e il bagliore della fiamma illuminava i loro volti. Ma uno di loro, ad un certo punto, non volle più rimanere con gli altri e se ne andò per conto suo, tutto solo. Si prese un tizzone ardente dal falò e andò a sedersi lontano dagli altri. Il suo pezzo di legno in principio brillava e scaldava. Ma non ci volle molto a illanguidire e spegnersi.
L’uomo che sedeva da solo fu inghiottito dall’oscurità e dal gelo della notte.
Ci pensò un momento poi si alzò, prese il suo pezzo di legno e lo riportò nella catasta dei suoi compagni. Il pezzo di legno si riaccese immediatamente e divampò di fuoco nuovo. L’uomo si sedette nuovamente nel cerchio degli altri. Si scaldò e il bagliore della fiamma illuminava il suo volto”.
Sorridendo, Gesù aggiunse: “Chi mi appartiene sta vicino al fuoco, insieme ai miei amici. Perché io sono venuto a portare il fuoco sulla terra e ciò che desidero di più è vederlo divampare”.
E’ proprio questo, la Chiesa: la garanzia di stare vicino al fuoco, l’unione fa la forza anche nella fede,Signore, la vita è pace: aiutaci nella pazienza del perdono.
Signore, l’amicizia è sacra: aiutaci nel perdono,
gli amici sono angeli che ci sollevano in piedi
quando le nostre ali hanno problemi
nel ricordare come si vola.


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